Ma non l’ha caricato.
Mi guardò e, con voce flebile e tremante, disse: “Grazie per esserti presa cura di lui”.
Stavo quasi per svenire lì sul posto.
Mi sedetti di fronte a lei e la strinsi un po’ più forte, e per un attimo non potei far altro che fissarla perché, finalmente, mia sorella stava tornando da me.
“Grazie per esservi presi cura di lui.”