Lei guardò oltre me, verso la sala da pranzo. “Forse dovresti chiedermi perché mi fa venire voglia di mangiarlo.”
Quella cosa mi è rimasta impressa. Quando l’ho accennata a Ryan in macchina più tardi, lui si è limitato a scrollare leggermente le spalle.
“Forse a tua sorella non piaccio.”
Lo disse dolcemente, quasi con delicatezza, come se stessi dando troppa importanza alla cosa. Forse quello fu il primo momento in cui qualcosa cambiò, anche se allora non me ne resi conto.
Più si avvicinava il giorno delle nozze, più Claire diventava una sconosciuta.
Una sera, eravamo seduti in quattro attorno al tavolo da pranzo dei miei genitori a mangiare uno stufato, quando Claire improvvisamente posò la forchetta e mi fissò.
“Alice, dovresti riconsiderare l’idea di sposarlo.”
Mia madre si immobilizzò, tenendo il bicchiere a metà strada tra le labbra e la bocca.
“Cosa?” Ho riso perché onestamente pensavo stesse scherzando.
Claire non sorrise. “Dico sul serio.”
Il calore mi salì al viso. “Che ti prende?”
La mamma ha subito replicato: “Solo perché tua sorella ha trovato una brava persona non significa che tu abbia il diritto di rovinargli la vita, Claire.”
L’espressione di Claire si trasformò in un riflesso di quella vecchia ferita familiare: quella che si portava dentro dopo essere stata etichettata così tante volte come “quella difficile” da essere diventata praticamente parte della sua identità.
“Non sto cercando di rovinare niente”, rispose lei.
Papà si allontanò dal tavolo. “Allora smettila di parlare così.”
Claire si alzò, uscì e la porta della sua camera si chiuse sbattendo nel corridoio. Nessuno la seguì. Rimasi seduto lì mentre i miei genitori trasformavano il loro avvertimento in amarezza, gelosia e nella semplice reazione di Claire.
La sera seguente c’era il mio addio al nubilato. Palloncini. Cocktail frizzanti. Troppo rosa. Stavo cercando di godermi appieno la mia felicità quando Claire arrivò in ritardo, con la pioggia ancora tra i capelli e vestita con i suoi abiti da lavoro.
Mi trovò vicino al bar. “Alice”, disse con aria impaziente, “annulla il matrimonio”.
La fissai. “Cosa hai appena detto?”
“Per favore, annullatelo.”
“Perché?”
“Non posso spiegarlo adesso.”
Ho sentito tutte le teste nella stanza voltarsi verso di noi. “Quindi siete venuti qui per rovinarmi la serata per divertimento?”
Claire mi afferrò il polso. “Per favore, ascoltami…”
Ho ritratto bruscamente il braccio. “Sei geloso. Non sopporti che finalmente io abbia qualcosa di buono.”
Ho visto come quelle parole l’hanno colpita.
Gli occhi di Claire si riempirono di lacrime. “Sto cercando di impedirti di commettere un errore, Ally.”
“Allora di’ quello che devi dire.”
Scosse la testa. «Non posso. Non ancora.»